Benvenuto Monsignor Miglio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Ultimo aggiornamento (Sabato 28 Aprile 2012 03:36) Scritto da Matteo Sabato 28 Aprile 2012 03:16

La nostra comunità, insieme a tutta la Diocesi di Cagliari saluta monsignor Arrigo Miglio, il nostro nuovo arcivescovo.
 
Se i segni sono importanti, offre fiducia e speranza il fatto che monsignor Miglio abbia scelto di incontrare tutti i movimenti giovanili della diocesi prima ancora del saluto ufficiale alle autorità cittadine e della solenne messa di insediamento. Un segno di attenzione verso la realtà giovanile sempre più secolarizzata e lontana dalla Chiesa ufficiale, ma una realtà giovanile che ha un forte bisogno trovare punti di riferimento che offrano orizzonti di senso in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo.
 
L'INCONTRO DI MONSIGNOR MIGLIO CON I GIOVANI 
 
Tanti (più e meno) giovani della nostra comunità erano presenti lunedì alla cappella del Seminario a pregare con (e per) monsignor Miglio nel giorno di San Giorgio, offrendo all'arcivescovo alcuni segni che "vogliono rappresentare la loro vita di giovani":

Una rete:
rappresenta tutti i giovani della Diocesi, anche quelli che per diversi motivi oggi non sono presenti. È tenuta dai rappresentanti di tante associazioni e movimenti, da un giovane studente fuorisede, da un giovane africano; espressione del nostro desiderio di costruire delle relazioni e metterci in rete, facendo delle nostre diversità una ricchezza e condividendo profondamente ciò che ci accomuna.
Vorremmo rinnovare la nostra disposizione ad “essere lanciati” nel mondo, coinvolgendo sempre nuovi giovani… come una rete che sempre più si infittisce prendendo dentro tutti!

Una luce:
rappresenta tutti noi giovani perché giorno dopo giorno possiamo rimanere fedeli alla chiamata del Signore ed irradiare la Sua Luce .
Desideriamo andare controcorrente in un ambiente spesso ostile ai valori cristiani e non nascondere la luce della fede sotto il moggio, ma tenerla alta sul cammino che ci si pone dinanzi.

Il sale:
segno di questa Città affacciata sul mare, luogo di partenza e di arrivo, luogo dinamico di nuove conoscenze e di nuovi incontri … simbolo del nostro desiderio, in un momento difficile per il nostro Paese, di “dare sapore”, attraverso la nostra vita e la nostra esperienza, certi della forza e attualità delle parole di Gesù.

Un remo:
rappresenta il nostro impegno verso chi vive nella povertà e nel bisogno, nei nostri territori, nelle nostre città per vivere sempre più concretamente il Vangelo della Solidarietà.
Desideriamo impegnarci a condividere ragioni di speranza ed a prendere il largo con fiducia e coraggio, certi che il Signore ci accompagna e che con Lui, tra noi, non saremo mai delusi.

I sassi:
ostacolo e motivo d’inciampo, segno delle nostre debolezze, dei nostri limiti, dei nostri giudizi, del nostro egoismo, delle nostre mancanze e delle difficoltà che incontriamo ogni giorno, nella famiglia e nel lavoro. Non ci fanno guardare con fiducia al futuro e ci sono d’ostacolo nella realizzazione del nostro progetto di vita.
Desideriamo rialzarci e vivere con rinnovato slancio la nostra vita. Sostenuti dalla Parola del Signore vorremmo che le difficoltà si trasformassero in opportunità da cogliere, gli ostacoli in sfide da superare, i giudizi in parole di stima, l’egoismo in amore, le nostre debolezze, i nostri limiti, le nostre mancanze in passione, ricchezza e gioia, e la sfiducia si trasformi in speranza.

Una pianta:
è già cresciuta ma contiene in sé germogli, segno di nuova Vita che nasce.
Vogliamo essere, insieme, terreno fertile e buono nel quale possa germogliare e crescere la fede, per poterla poi donare per generare altre Vite.

Un forziere:
rappresenta la nostra consapevolezza di essere custodi di tante ricchezze: i talenti che il Signore ci ha donato.
Vorremmo consegnare a lei, Sua Eccellenza, le nostre potenzialità, le nostre capacità e qualità, la nostra buona volontà, certi che sarà nella gioia piena del dono di noi stessi che, sotto la Sua guida, potremmo farci capaci di riversarle sul mondo ed essere così testimoni di Cristo.

Il vangelo:
è la Presenza efficace della Parola che salva e che fortifica le nostre comunità, che porta la Buona e Bella Notizia ai nostri coetanei ed a quanti incontriamo e che ci permette una sempre più vera e sincera conoscenza di Cristo. Desideriamo metterci in ascolto ed accoglierLo con gioia certi che ancora oggi la Parola è ciò che più affascina e converte.
 

 

La Comunità di San Michele

 

Intorno alla chiesa di San Michele di Cagliari e alla casa dei Gesuiti di Via Ospedale esiste una comunità ricca di attività e movimenti che operano insieme, la Comunità di San Michele.

 

La sua storia inizia nel 1922 con la nascita della Congregazione Mariana e delle sue prime attività di formazione spirituale e personale, sotto la guida attenta dei Padri Gesuiti.

La Congregazione Mariana dosava una solida formazione religiosa, secondo l’insegnamento di Sant’Ignazio di Loyola, assieme a un’offerta cospicua di opportunità di impegno civile e vita ricreativa.

A proposito di momenti ricreativi, negli anni ‘50 si inaugurò anche il periodo dei campeggi estivi:Ogni anno sessanta/settanta ragazzi tra i quattordici ed i venticinque anni partiranno in montagna per un viaggio di piacere, della durata anche di venti giorni, sotto la guida di P. Maurizio Cravero sj. Il soggiorno è in posti spartani. Una scuola, una canonica, docce fredde, in tanti in una stanza. E' lo spirito della Congregazione Mariana di allora: oltre alla cura della propria fede nella preghiera e nel servizio per il prossimo, i momenti di convivialità e di condivisione dei propri spazi di riposo. Divertirsi e stare bene ma sempre mantenendo uno stile sobrio”.

Nel corso degli anni la Comunità si allargò e prese forme diverse: la Congregazione Mariana si trasformò in Comunità di Vita Cristiana (CVX).

Erano gli anni ’60. Nei membri della Comunità, dopo svariate iniziative di apostolato in seno alla città, nacque e crebbe il desiderio di creare un’attività stabile di servizio ma anche di condivisione profonda del dono ricevuto nel proprio percorso di fede; fu così che sorse nel 1968 l’Opera Esercizi Spirituali (OES), con lo scopo di diffondere quanto più possibile gli esercizi e la pedagogia ignaziana e di estenderli a tutti gli ambienti e a tutte le categorie. L’attività dell’OES fu dapprima stabilita a Villasimius e spostata negli anni successivi nella località di Capitana, in una Casa che prendeva il nome di “Pozzo di Sichar”, per sottolinearne la dimensione di accoglienza e incontro col Signore che ancora oggi la contraddistingue. Attualmente sono tante le attività che ruotano attorno all’OES: i week-end formativi per i ragazzi delle medie inferiori e superiori, quelli per le persone diversamente abili e famiglie, i corsi di Esercizi Spirituali durante l’anno, gli incontri comunitari.

Col passare degli anni i membri della CVX hanno sentito il desiderio di diffondere il metodo di preghiera ignaziano a chi non può ritagliarsi intere giornate di preghiera fuori dalla città e lontano da casa: è così che sono nati gli EVO (Esercizi Spirituali nella Vita Ordinaria) che ad oggi sono presenti nella Comunità di San Michele con 5 gruppi (ciascuno accompagnato da due guide spirituali), che formano insieme un centinaio di persone.

Il desiderio di crescere insieme in un cammino condiviso è sempre stato accompagnato, fin dai primi anni di vita della Comunità, da numerose attività di servizio verso chi più ha bisogno; per questo l’animo della comunità ha spinto i suoi membri all’accoglienza del prossimo verso l’esterno, vicino e lontano: il catechismo nelle parrocchie, il Cottolengo, Lourdes, il dopo-scuola a Sant’Elia, la Caritas, la scuola per immigrati (CO.SA.S) e il sempre più intenso coinvolgimento nelle attività missionarie e i progetti della LMS.

Il grande albero le cui radici sono ben piantate nel fertile terreno degli Esercizi Spirituali continua a crescere negli anni e vari rami sono ora presenti.

Nel 2002 è sbocciato un nuovo fiore in comunità, l’anima giovane della CVX cagliaritana: il MEG (Movimento Eucaristico Giovanile). Il movimento è partito con un gruppo di 10/15 ragazzi delle scuole medie e ora conta tre gruppi formati da ragazzi delle superiori ed universitari che complessivamente sono all’incirca 50. Insieme a loro nel 2009 è nato un gruppo di 15 ragazzi, tutti di Stampace, che trovano nel campo da calcetto della comunità uno dei pochi spazi che il quartiere offre loro per giocare.

Questi ragazzi ogni sabato vengono accolti da tre giovani educatori, che attraverso lo strumento dello sport hanno trovato un modo per percorrere con loro anche un cammino formativo, improntato sui valori di solidarietà respirati in comunità. La caratteristica principale di questo gruppo è la grande differenza di età dei suoi componenti (dagli 11 ai 17 anni), che non viene, però, sentita come una difficoltà ma come il fiore all’occhiello del gruppo, perché testimonia il primo e più importante insegnamento: il confronto e la convivenza delle diversità.

Ed è proprio la diversità delle attività, dei carismi e delle storie che si incrociano nella comunità che permette ad ogni membro di esprimere la propria vocazione e riconoscere la via dove esprimerla.

   

In alto

Area Riservata

In alto

Ora esatta

Calendario

<<  Maggio 2012  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
   1  2  3  4  5  6
  7  8  910111213
14151617181920
21222324252627
28293031   
In alto